Tumori del sangue, in futuro la terapia genica potrebbe sostituire chemio e radioterapia. Il protocollo dell’Istituto San Raffaele-Telethon di Milano

Eseguire un intervento di terapia genica per “correggere” le cellule staminali del sangue senza sottoporre il paziente a chemio o radioterapia. In futuro potrebbe essere possibile grazie a un nuovo protocollo messo a punto da ricercatori dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica di Milano e illustrato sulla rivista Cell. La strategia sfrutta la tecnologia a RNA messaggero, usata per lo sviluppo dei vaccini contro il Covid-19.

Gli attuali protocolli prevedono che le cellule staminali ematopoietiche vengano fatte uscire dal midollo osseo con una procedura detta “mobilizzazione“, corrette in laboratorio e successivamente trasferite nel paziente. Prima di quest’ultimo passaggio, però, oggi è necessario sottoporre il paziente a chemio o radioterapia per eliminare le cellule staminali malate e fare posto a quelle nuove.

Gli autori dello studio hanno dimostrato che radio e chemio possono essere evitate massimizzando l’efficacia dei farmaci impiegati per la mobilizzazione e creando così, in breve tempo, lo spazio sufficiente nel midollo osseo necessario all’attecchimento delle cellule staminali corrette. (Agonb) Etr 11:00.