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Medicina rigenerativa, il contributo dei biologi della Lombardia

La consigliera Mirella Meregalli ha rappresentato OBL al Congresso Nazionale SIMCRI. Ricerca, diagnostica e lavoro di squadra al centro del confronto

di daniela

Il percorso che porta dalla ricerca a una possibile applicazione clinica comincia spesso molto prima dell’incontro con il paziente: nei laboratori dove si studiano cellule, tessuti e biomateriali, si analizzano i processi biologici e si mettono a punto nuove metodologie. Per valorizzare queste competenze l’Ordine dei Biologi della Lombardia (OBL) ha patrocinato l’XI Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina e Chirurgia Rigenerativa Polispecialistica (SIMCRI), svoltosi il 23 e 24 ottobre all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, a Milano.

A rappresentare l’Ordine è stata Mirella Meregalli, consigliera OBL e biologa molecolare impegnata nella ricerca presso la Fondazione IRCSS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Portando i saluti della presidente Silvia Catricalà e dell’intero Consiglio direttivo, Meregalli ha ringraziato gli organizzatori, i professori Massimo Danese e Michele Angelo Farina, sottolineando le ragioni del patrocinio: «l’elevato livello scientifico del programma», ma soprattutto «la sinergia e la collaborazione multidisciplinare che la SIMCRI promuove».

Il congresso ha riunito competenze diverse attorno alle prospettive della medicina rigenerativa: cellule staminali, ingegneria tissutale, biomateriali, fattori di crescita piastrinici e applicazioni in ambiti che spaziano dalla chirurgia vascolare alla cura delle lesioni difficili, dall’ortopedia alla medicina estetica. Un percorso, dall’idea scientifica alla valutazione di un trattamento, che richiede il contributo coordinato di più professioni.

In questo percorso, il biologo interviene in quelli che sono passaggi fondamentali: prepara e caratterizza le cellule, studia le loro interazioni con i biomateriali, analizza i meccanismi molecolari coinvolti nella rigenerazione e contribuisce a verificare e sviluppare innovative metodiche di laboratorio. Accanto alla ricerca c’è poi la diagnostica, altro ambito essenziale: dalle analisi molecolari alla genetica, i risultati prodotti nei laboratori forniscono informazioni decisive per l’inquadramento clinico e le scelte dei professionisti che seguono i pazienti.

Non si tratta di tracciare un confine tra discipline, ma di far dialogare competenze complementari. La valutazione clinica, la relazione con il paziente e le decisioni terapeutiche si integrano con le conoscenze biologiche e con il lavoro di ricerca e diagnostica. «Siamo due facce della stessa medaglia», osserva Meregalli, sintetizzando un rapporto nel quale il contributo di ciascuno acquista valore proprio attraverso quello degli altri. È un’esperienza che conosce da vicino. Nel laboratorio universitario-ospedaliero in cui lavora, Meregalli si occupa di malattie neuromuscolari e neurodegenerative, coniugando l’impiego di colture cellulari ad analisi biochimiche e molecolari. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma imprescindibile per comprendere i meccanismi delle patologie e costruire le basi scientifiche di possibili sviluppi diagnostici e terapeutici. Raccontarlo significa dare visibilità a una professione presente ogni giorno nella ricerca e nei servizi di laboratorio.

Per questo la partecipazione di OBL ai congressi scientifici ha anche un significato istituzionale. Consente ai biologi di confrontarsi con medici, ricercatori, altre professioni sanitarie e rappresentanti delle istituzioni; favorisce la circolazione delle conoscenze e dà visibilità al ruolo della categoria nei luoghi in cui si discutono le prospettive dell’innovazione. La presenza di OBL è un modo concreto di costruire relazioni e chiedere un riconoscimento adeguato al contributo scientifico dei biologi, attivi nella sanità, nell’ambiente e nella nutrizione.

Un’attenzione particolare riguarda i giovani, ai quali il congresso ha dedicato anche il Premio SIMCRI Giovani. «Ci proponiamo di ascoltare, fare rete e creare consapevolezza rispetto alla professione, alla professionalità e al ruolo sociale di noi biologhe e biologi», ha dichiarato Meregalli nel suo intervento, richiamando «le esigenze dei giovani che si affacciano solo ora alla professione». Formazione di qualità, opportunità di confronto e riconoscibilità delle competenze diventano così parti di un unico impegno.

Il messaggio che OBL porta a casa dal congresso è quindi semplice ma potente, anche per la consapevolezza della professione: la medicina rigenerativa cresce attraverso il dialogo tra saperi differenti, e il biologo ne è parte integrante, dalla ricerca di base alla diagnostica di laboratorio. Essere presenti ai tavoli scientifici non significa rivendicare spazi a scapito di altri, ma rendere visibile il proprio contributo e metterlo al servizio di obiettivi condivisi. Come ha ricordato Meregalli, l’Ordine vuole «essere al fianco dei biologi per sostenere scienza e innovazione».

 

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