“La Lombardia che vorrei”: a Luino il quinto appuntamento del progetto della Regione per ascoltare la voce del territorio. Biologi protagonisti

Nuova tappa (la quinta sulle sette complessive) di “La Lombardia che vorrei“, progetto della Regione per la provincia di Varese, promosso con il contributo di LILT, FAVO, Caos Onlus, Ordine dei Biologi, Ordine delle Professioni Infermieristiche, Ordine delle Professioni sanitarie e Federfarma Lombardia, per raccogliere idee e spunti di riflessione direttamente in loco così da programmare strategie di intervento per un rilancio del tessuto economico, produttivo e sociale basato sulle reali necessità del territorio.

Martedì 6 dicembre, l’iniziativa del Pirellone è approdata a Luino, nella Sala Reale di Palazzo Verbania. Qui sono intervenuti, insieme con il presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, e relatore della recente riforma sanitaria, Emanuele Monti anche diversi esponenti delle realtà locali, dal mondo delle professioni sanitarie alla scuola fino al volontariato. In particolare, con il presidente dell’Ordine dei Biologi della Lombardia, Rudy Alexander Rossetto, si sono alternati sul palco: Edoardo Duratorre, dirigente medico Medicina Interna dell’ospedale di Luino; David Arioli, dirigente scolastico del liceo scientifico “Vittorio Sereni”; Cristina Dedè, responsabile progetto “Grotto del Sorriso”; Pierfrancesco Buchi, presidente Croce Rossa Italiana, comitato di Luino e Valli; Manuela Comi, responsabile dei servizi educativi Fondazione Asilo Mariuccia; Paolo Vigani, libero professionista, cacciatore, Guardia ecologica volontaria; Antonio Palmieri, sindaco di Tronzano Lago Maggiore e infermiere di Pronto Soccorso.

Come già avvenuto nel corso degli appuntamenti che hanno preceduto la tappa di Luino, anche la serata del 6 dicembre è stata un’occasione per discutere, assieme, delle prospettive regionali in materia di salutedisabilitàanzianisport come corretto stile di vita, tutela ambientale e animale, famiglia, natalità, genitorialità, conciliazione vita-lavoro, pari opportunità, inclusione socialecontrasto alle dipendenze patologiche e al disagio giovanile, salute mentale, prevenzione, sicurezza sui luoghi di lavoro, educazione, volontariato e terzo settore.

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