“Salute, un bene del Territorio”: il Road Show di Federfarma (patrocinato dall’ONB) sbarca a Varese

Salute un bene del territorio. I presidi territoriali e il futuro della sanità“: ha fatto tappa a Varese, lo scorso 24 novembre, il road show (patrocinato, tra gli altri, anche dall’Ordine Nazionale dei Biologi) promosso da Federfarma e da Inrete incentrato sulla riforma della sanità lombarda. Presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Attilio Fontana e il presidente della Commissione Sanità del Pirellone Emanuele Monti. Con loro anche i rappresentanti degli ordini delle professioni sanitarie, tra i quali, ovviamente, non poteva mancare quello dei Biologi, con il presidente dell’OB Lombardia, il neo eletto dott. Rudy Alexander Rossetto.

Nella location del multisala “Impero” in via Bernascone, si sono alternati: Luigi Zocchi, presidente di Federfarma Varese (il quale ha parlato del “ruolo delle farmacie nel nuovo assetto sanitario regionale”); Alessio Filippini, presidente Opi (infermieri) Varese; Battistina Castiglioni, direttore della SC Cardiologia 2 Varese e del Dipartimento cardiovascolare ASST Sette Laghi; Cristina Romano, presidente Diabetologia ASST Sette Laghi, e Francesco Dentali, presidente FADOI.

Nel suo intervento il presidente Monti ci ha tenuto a ricordare come sia stata proprio la Regione Lombardia, con la legge n. 23 del 2015, la prima, in Italia, ad introdurre la “farmacia dei servizi” nel proprio ordinamento. Monti ha focalizzato il suo intervento sulla collaborazione in atto tra le varie figure professionali della sanità regionale, spendendo parole al miele, in particolare, per i Biologi, il cui contributo, nelle trincee della lotta al Covid – ma non solo in quelle – si è rivelato a dir poco provvidenziale.

Eppure “come biologi siamo sempre stati un po’ messi da parte, nonostante il nostro attivo impegno in prima linea” ha ribattuto il dott. Rossetto nel suo intervento, ringraziando apertamente il presidente Monti per le sue “straordinarie parole”. In ogno caso “è venuto il momento di dare un sengo di unione: è caduto, infatti, il muro che un tempo separava le varie figure professionali della sanità e gli Ordini stessi con i quali ormai si può lavorare assieme, in piena concordia, coinvolgendo anche con le Ats. Il tutto per il bene della nostra cittadinanza”.

“Collaborare non essere migliori degli altri” ha proseguito il rappresentante dei Biologi lombardi. E a proposito di un eventuale impiego dei Biologi nelle farmacie: “perché no?” ha replicato il presidente dell’OB Lombardia. “Bisogna collaborare, non elevare muri. Il biologo, in fondo, fa il suo. Non vuole invadere gli spazi altrui. Vuole semplicemente mettersi a disposizione e fornire il proprio contributo, ad esempio, per vaccinare o fare tamponi nelle farmacie, oppure effettuare prelievi capillari venosi anche nelle Ats o nelle Case di Comunità”.

Per Rossetto: i biologi “possono essere di aiuto nei confronti di altre figure sanitarie. Noi arriviamo a supporto. La nostra è una di quelle figure dal campo professionale più ampio nell’ambito del sistema sanitario perché sviluppa fino a 81 specialità passando dallo one health: piante, uomini e animali. Noi ci siamo”.

“Con una sola persona, in una casa di comunità o in una farmacia – ha aggiunto ancora Rossetto – si possono fare tante cose il che, in tema di economia e di Pnrr, significa anche un notevole risparmio”. E poi c’è “il Biologo di famiglia, figura sulla quale l’Ordine ha investito tantissimo che pure può svolgere tutte queste attività ed affiancare il medico di base in materia di nutrizione, ad esempio. Pensiamo alle malattie cardiometaboliche o ai disturbi alimentari aumentati in tempi di pandemia”.

“Possiamo aiutare i medici di base ma operare anche nelle scuole perché è da lì che si parte: dall’educazione alimentare”. E poi: “pensiamo ai laboratori, che hanno sostenuto il lavoro di screening che è stato fatto”. I Biologi insomma: “ci sono. A disposizione. A maggior ragione dopo la territorializzazione dell’ente, che è molto importante. Adesso finalmente l’Ordine dei Biologi è diventato regionale e siamo in grado di ascoltare e di essere più vicini alle problematiche espresse dal territorio”. “Noi ci siamo: con voi, assieme. Per portare a casa i risultati. I muri tra le categorie sono caduti”.

Dunque, ha concluso Rossetto:”serve attività di prevenzione, di cui noi, come Biologi di Comunità o di Famiglia, siamo al centro. Qui si fa anche ‘risparmio’, non solo in termini economici ma anche proprio di sofferenze dei nostri cari”. “Se siamo uniti, come figure sanitarie, si riuscirà a fare questo e molto altro ancora in regione Lombardia” ha concluso Rossetto.

Il governatore Fontana ha chiuso il convegno sottolineando i punti di forza della riforma della sanità in regione Lombardia: “Le cose – ha detto – funzionano e stanno andando molto bene. Con la legge di riforma della sanità le farmacie sono diventate il primo presidio sanitario sul territorio”.