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Il contributo dei Biologi Ambientali nella gestione delle acque in Lombardia

di admin
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In un periodo di forte crisi per le risorse idriche, con la siccità che non sembra volere dare tregua, la Regione Lombardia ha elaborato una bozza di linea d’azione (“Atto di Indirizzo”) nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque, che ha tenuto conto anche delle proposte e dei contributi tecnici forniti dalle varie parti coinvolte (stakeolders). Biologi Ambientali compresi.

Ricordiamo che il PTA è lo strumento attraverso il quale vengono regolamentate le risorse idriche del territorio, attraverso la pianificazione della loro tutela, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. La legge regionale n. 26 del 12 dicembre 2003 individua le modalità di approvazione del piano previsto, tra l’altro, anche dalle normative nazionali.

In particolare, il PTA è formato da:

  • Atto di indirizzi. Dove sono contenuti gli indirizzi strategici regionali in tema di pianificazione delle risorse idriche (e la cui approvazione tocca, appunto, al Consiglio regionale chiamato a votarlo entro e non oltre l’agosto 2022);
  • Programma di Tutela e Uso delle Acque (PTUA). Il documento che costituisce, di fatto, il modello di pianificazione e programmazione vero e proprio delle misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale.

Proprio in materia di pianificazione e programmazione si è dunque mosso il “Pirellone”, chiedendo il contributo di esperti e professionisti del settore per mettere a punto il “piano d’azione” per il 2022.

L’occasione è stata data dalla riunione svoltasi il 7 luglio scorso, in remoto, con tutte le componenti pubbliche e private interessate all’argomento “acqua”, sotto il coordinamento di Marco Parini e Nadia Padovan in rappresentanza della Regione Lombardia. Tra quanti sono intervenuti al meeting online c’erano anche i Biologi Ambientali presenti con il dott. Rudy Alexander Rossetto, referente dei gruppi di studio dell’Ordine dei Biologi della Lombardia, ed i componenti della commissione tematica “Ambiente” dell’OB Lombardo, la dott.ssa Giovanna Fontana, il dott. Luca Bisogni ed il dott. Paolo Broglio.

Proprio ai Biologi è stata concessa la possibilità, in anteprima, di poter visionare e commentare lo scritto che andrà a formare l’Atto di Indirizzo ed il PTUA che la Regione Lombardia sarà chiamata a deliberare a breve.

In particolare, si è stabilito che l’equilibrio del bilancio idrico, il maggior coordinamento del Servizio Idrico Integrato, la disciplina degli scarichi idrici, la tutela qualitativa della riserva idrica, il mantenimento della naturalità dei corpi idrici, l’integrazione con le politiche agricole ed il recupero delle acque usate saranno alcuni dei temi che compariranno e saranno trattati nel nuovo PTUA 2022.

I Biologi Ambientali della Lombardia, dal canto loro, hanno fornito spunti e preziose indicazioni per la stesura della bozza di documento – attesa ora al vaglio del parlamentino regionale – contribuendo grandemente alla realizzazione del Programma. Lo hanno fatto fornendo assistenza e supporto per quelli che, ovviamente, sono i temi di loro competenza.

Temi che spaziano dal monitoraggio fluviale e lacustre per determinare il livello di inquinamento delle acque ed individuare eventuali rimedi per il ripristino di un ecosistema in equilibrio, all’integrazione ecologica con la progettazione urbana; dalla pianificazione nella gestione rifiuti/ bonifiche di aree inquinate, alla caratterizzazione e gestione dei sedimenti fluviali; dal recupero e utilizzo energetico di matrici organiche (compost e biogas), al recupero delle acque usate depurate biologicamente fino al recupero ed al mantenimento di aree degradate dal punto di vista degli habitat.

Nel PTUA – è emerso ancora dalla riunione – sarà prevista, inoltre, anche la Promozione dell’Innovazione attraverso il varo di Progetti Pilota e Nuove Tecnologie alcune delle quali già in avanzata fase di proposta (prelievo ipolimnico di laghi eutrofizzati, trattamenti biologici avanzati per l’eliminazione di microinquinanti nelle acque usate destinate al recupero).

“L’economia circolare e la sostenibilità ecologica fanno parte del DNA della nostra professione che, come tale, vuole essere tra le protagoniste di queste importanti e fondamentali attività” è stato fatto notare dai Biologi Ambientali nel corso del meeting.

I coordinatori della Regione hanno evidenziato come molti dei suggerimenti proposti saranno, di fatto, accolti ed integrati nel testo ringraziando per il contributo fornito tutti gli intervenuti.

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