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Fatture sanitarie e SDI: nel 2026 servono più attenzione e metodo

Cosa cambia per i professionisti sanitari e perché non tutte le fatture possono passare dallo SDI

di Ufficio Stampa
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L’anno 2026 porta più chiarezza sulla fatturazione sanitaria.
Per chi lavora nel privato, capire quando si può usare lo SDI e quando invece bisogna evitarlo è fondamentale: tra privacy, Tessera Sanitaria e divieti specifici, l’errore è dietro l’angolo.

In poche parole: non tutte le fatture possono essere trasmesse allo SDI, soprattutto se riguardano prestazioni sanitarie verso pazienti privati.

Le regole base nel 2026

Il principio chiave è immutato ma più esplicito:
le prestazioni sanitarie rivolte a persone fisiche non devono transitare dallo SDI.

Il motivo? La tutela dei dati sanitari.
Per questo la trasmissione corretta, quando richiesta, avviene tramite il Sistema Tessera Sanitaria (TS), non tramite l’Agenzia delle Entrate.

Cosa NON puoi inviare allo SDI

1) Fatture per prestazioni sanitarie rivolte a pazienti privati
Se la prestazione è sanitaria e il destinatario è una persona fisica → niente SDI.
Vale sempre, anche se il paziente non usa la detrazione.

2) Fatture destinate alla comunicazione TS
Se la prestazione rientra tra quelle da inviare al TS, la fattura resta lì:
non si duplica verso lo SDI, altrimenti diventa un trattamento non lecito.

3) Documenti che rivelano informazioni sanitarie
Anche una descrizione troppo esplicita (es. “Seduta di riabilitazione per lombalgia”) è considerata dato sanitario → proibito l’invio allo SDI.

Cosa invece PUOI INVIARE allo SDI

Ecco i due casi più frequenti (bullet richiesti):

  • Fatture verso enti, aziende, cooperative, assicurazioni, società sportive
    Se il destinatario non è una persona fisica paziente, la fattura può essere inviata allo SDI senza problemi.
  • Fatture non sanitarie
    Attività come formazione, consulenze, noleggio attrezzature, vendita prodotti non sanitari → SDI consentito.

Esempi rapidi

  • Prestazione sanitaria a un privato → NO SDI
  • Report o visita per una società sportiva → SÌ SDI
  • Corso di postura a un’azienda → SÌ SDI
  • Vendita prodotto non sanitario → SÌ SDI

Perché questi limiti? La questione privacy

La normativa impedisce di far transitare nello SDI informazioni che rivelano lo stato di salute di una persona.
Da qui il “divieto automatico” di inviare fatture sanitarie verso privati, a prescindere da detrazioni, preferenze del paziente o comodità del professionista.

Come gestire correttamente la fatturazione nel 2026

Per evitare errori, conviene impostare un piccolo protocollo interno:

  • Classificare le prestazioni come sanitarie / non sanitarie.
  • Verificare il destinatario (persona fisica vs azienda/ente).
  • Impostare il gestionale in modo da bloccare le fatture sanitarie verso privati.
  • Controllare l’invio al TS quando richiesto dalla normativa.

Quattro passaggi semplici che ti evitano sanzioni e contestazioni.

Vantaggi per lo studio sanitario

  • Eliminazione totale della carta e dei faldoni.
  • Maggiore tutela legale grazie a firme tracciate e immodificabili.
  • Processi più veloci e professionali per pazienti e operatori.
  • Dati più protetti grazie alla conservazione certificata.

Conclusione

Il confine tra ciò che può passare dallo SDI e ciò che deve restarne fuori non è complicato: basta riconoscere la natura della prestazione e il tipo di destinatario.
Con questa consapevolezza, la fatturazione sanitaria nel privato diventa molto più lineare e sicura.

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