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Una rivoluzione copernicana per i biologi: certezza giuridica e nuove opportunità professionali

di Ufficio Stampa
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Roma, 5 marzo 2026 (Agenbio) – Il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), Vincenzo D’Anna, ha delineato nel suo intervento odierno presso il Congresso Nazionale SIERR dal titolo “Embriologia in evoluzione – dalla ricerca di base alla pratica clinica” – una profonda e necessaria riforma volta a consolidare e valorizzare la professione del biologo in Italia. L’iniziativa mira a superare un lungo periodo di frammentazione e incertezza giuridica, proiettando la categoria verso un futuro di maggiore riconoscimento e specializzazione.

Dal vuoto normativo alla certezza giuridica. Per decenni, la professione del biologo ha operato in un contesto normativo obsoleto, ereditato dalla legge istitutiva del 1967. Questa normativa, pur fondamentale all’epoca, non poteva prevedere né disciplinare i rapidi progressi scientifici in campi cruciali come la genetica, la procreazione medicalmente assistita (PMA), la nutrizione e l’ambiente, la biologia molecolare la genomica e la bioinformatica. Tale lacuna ha spesso relegato i biologi a un ruolo “ancillare”, privo di tutele legislative e, quindi, di una chiara definizione delle competenze. In questo contesto ed in particolare nei centri di PMA dove la figura del biologo embriologo non è a pieno valorizzata. Poiché un centro di PMA opera su due versanti – quello medico dell’impianto e quello biologico della preparazione e fusione dei gameti – è necessario individuare un responsabile biologo all’interno di un quadro normativo chiaro. Questo obiettivo può essere pienamente raggiunto attraverso l’istituzione di una specializzazione in embriologia clinica aperta a medici e biologi. Un’altra criticità evidenziata è stata la legge “3+2”, che ha generato percorsi formativi talvolta incongruenti, equiparando laureati triennali con background non sempre idonei a professionisti con una formazione magistrale completa (LM-61), diluendo di fatto le competenze e la qualità professionale.

Le Azioni della Federazione. Una riforma strutturale. La FNOB ha risposto a queste sfide con un’azione decisa, concentrandosi su tre pilastri fondamentali: aggiornamento e codifica delle competenze. Attraverso nuovi decreti e un Decreto del Presidente della Repubblica (DPR), sono state ricodificate, aggiornate e implementate una serie di competenze, inclusa l’embriologia. Questo passaggio è cruciale, poiché fornisce una certezza giuridica che le precedenti “linee guida” non potevano garantire.

Riforma dell’Albo e dell’accesso alla professione. Tripartizione dell’Albo. L’albo sarà ora suddiviso in tre sezioni distinte: Biologi Generali, Biologi Ambientali e Biologi Nutrizionisti. Questa riorganizzazione mira a garantire una maggiore specializzazione e chiarezza dei ruoli professionali.

Modifica dell’accesso all’Esame di Stato. Per sanare le lacune formative causate dalla legge “3+2”, sono state modificate le regole di accesso all’esame di Stato. I laureati provenienti da triennali non congruenti dovranno ora possedere specifici Crediti Formativi Universitari (CFU) minimali durante il percorso magistrale per poter sostenere l’esame.

Potenziamento della formazione e specializzazione. Nuove Scuole di Specializzazione. È stato ottenuto l’accesso per i biologi a nuove scuole di specializzazione, come quelle in Igiene Pubblica e Anatomia Patologica. Un impegno prioritario è l’istituzione di una Scuola di Specializzazione in Embriologia Clinica, con l’obiettivo di renderla accessibile dall’anno accademico 2027-2028.

Scuole di Formazione Permanente. Attraverso la Fondazione Italiana Biologi, sono state create scuole di formazione permanente gratuite (ad esempio, in Genetica e PMA) in collaborazione con prestigiose università (La Sapienza, Roma 3, Tor Vergata, Unicamillus). Queste scuole mirano a colmare il divario tra il “sapere” teorico e il “saper fare” pratico, offrendo competenze professionalizzanti che i master da soli non sempre garantiscono. L’accesso a queste scuole avverrà tramite un sistema di rating basato sulla partecipazione attiva alla vita ordinistica.

Un appello alla partecipazione. Da iscritti a categoria coesa. Nonostante l’intenso lavoro della Federazione e l’ampia comunicazione delle opportunità (sito, giornale, app, ECM gratuiti), il Presidente D’Anna ha sottolineato una persistente apatia da parte di una significativa percentuale di iscritti. Oltre il 40% ignora le informazioni e le opportunità offerte, percependo l’iscrizione all’albo come una mera tassa anziché come un’opportunità di crescita e tutela professionale. Il Presidente ha lanciato un accorato appello: “Noi dobbiamo essere delle individualità, non degli ‘idioti’ (dal greco idiotes, ‘colui che si isola’)”. Il successo di questa “rivoluzione copernicana” dipende interamente dalla partecipazione attiva e consapevole degli iscritti. È fondamentale che i biologi sfruttino le risorse messe a disposizione, partecipino agli eventi formativi, forniscano feedback critici e si impegnino attivamente per costruire una categoria professionale forte e coesa.

Prospettive Future. Tra gli impegni futuri della FNOB, spiccano l’ottenimento di una legge dello Stato che disciplini la struttura e l’organizzazione dei centri di PMA e la concreta istituzione della Scuola di Specializzazione in Embriologia Clinica. Il Presidente D’Anna ha concluso il suo intervento ribadendo il suo impegno personale, motivato anche dal desiderio di garantire un futuro solido e riconosciuto ai biologi, che egli considera come i propri figli professionali. La strada è tracciata, ma il percorso richiede la collaborazione e l’impegno di tutti per illuminare la strada e non limitarsi a mantenere lo status quo. (Agenbio)

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