© Studio Romantic/shutterstock.com – Riproduzione riservata
Pervengono numerosi interpelli circa l’obbligo per i Biologi Nutrizionisti di trasmettere i dati delle prestazioni eseguite nel fascicolo sanitario. Tanto a seguito di una nota non esaurientemente chiara diffusa da un Ordine Regionale. In proposito si ritiene di dover precisare che non esiste, allo stato, alcuna direttiva che obblighi il libero professionista ad inoltrare dati delle prestazioni al Fascicolo Sanitario. L’obbligo fa capo alle Strutture Sanitarie di ogni tipologia, ossia al direttore tecnico oppure al direttore sanitario della struttura censita ed autorizzata dal SSN. Tale obbligo è riferito ai referti emessi relativi alla specialistica ambulatoriale. La prescrizione di un regime alimentare non rientra nel novero dei referti. Peraltro, laddove il professionista operi in ambulatori autorizzati entro strutture sanitarie, l’obbligo fa capo al responsabile della struttura in quanto tale. L’obbligo potrebbe subire modificazioni qualora le Regioni emanino disposizioni in materia. Tanto premesso va illustrato l’argomento secondo quando emerge dalla lettura della legge sul FS 2.0.
Se il professionista opera all’interno di una struttura sanitaria autorizzata o accreditata, la gestione del Fascicolo è normalmente gestita dalla struttura. Resta però, in linea generale, un obbligo di alimentazione del FSE anche per gli esercenti le professioni sanitarie quando operano in autonomia rilasciando un referto (visita specialistica). Sul piano pratico, almeno per quanto a nostra conoscenza, le Regioni non hanno ancora emanato norme a carico dei singoli professionisti che non emettono referti, per consentire al singolo libero professionista autonomo di alimentare direttamente il Fascicolo.
La tendenza, in linea ipotetica, delle norme è quella di estendere l’obbligo anche ai liberi professionisti, ma non ci sono né disposizioni né gli strumenti tecnici per poterlo fare. FNOB avrà cura di seguire la questione di intervenire nelle competenti sedi per evitare ulteriori aggravi ai liberi professionisti.
