CATANIA (ITALPRESS) – Barbara Maino, nel suo percorso di vita interrotto da una grave malattia, ha lasciato un segno profondo nelle persone che ha incontrato. Scoperta la malattia, che per una parte della cura l’ha portata anche in Humanitas Istituto Clinico Catanese, ha continuato a vivere con intensità, stringendo relazioni che restano forti ancora oggi, a quasi due anni dalla sua scomparsa. A lei, per il secondo anno consecutivo, l’associazione Il Filo della Vita, nata all’interno del Breast Centre di Humanitas Istituto Clinico Catanese, ha dedicato e finanziato una borsa di studio del valore di mille euro, destinata agli iscritti e alle iscritte al Corso di Laurea in Infermieristica di Humanitas University. La consegna è avvenuta lo scorso 23 gennaio all’interno degli spazi di Humanitas Istituto Clinico Catanese, nel corso di una cerimonia partecipata e carica di emozione, alla quale hanno preso parte anche i genitori di Barbara.
A vedersi assegnata la borsa di studio è stata Carla Riela, studentessa del secondo anno del Corso di Laurea in Infermieristica, selezionata sulla base dei criteri di merito e di reddito previsti dal bando, a cominciare dall’impegno dimostrato nel suo percorso di studi e i risultati conseguiti. Alla cerimonia hanno preso parte Daniela Aiello, psicologa di Humanitas Istituto Clinico Catanese e tesoriera dell’associazione Il Filo della Vita; Enza Marchica, presidente dell’associazione Il Filo della Vita; Sarah Scollo, coordinatrice del Corso di Laurea in Infermieristica, oltre ai genitori di Barbara Maino, che hanno sostenuto la figlia in ogni fase del suo percorso.
“Questa cerimonia rappresenta un momento di grande intensità emotiva – ha dichiarato Elena Petrolito, vice Direttore Sanitario dell’ospedale di contrada Cubba -. La forza di Barbara, che è stata nostra paziente per un breve periodo di cura, ma che è stata seguita a lungo anche in altri istituti, resta un esempio di coraggio e fiducia nelle cure e nella Ricerca. Questo riconoscimento dà forma al suo desiderio di sostenere gli studi dei futuri professionisti sanitari. Ringraziamo i genitori di Barbara per la donna che è stata: un dono prezioso, andato via troppo presto. Un ringraziamento anche all’associazione Il Filo della Vita, e in particolare Enza Marchica che ha sempre sostenuto Barbara con amore, condividendo momenti difficili del suo percorso di cura, ad Enza dobbiamo il fatto di ritrovarci oggi insieme, nel segno della memoria”.
“Barbara ci manca tanto – ha dichiarato Enza Marchica, presidente de Il Filo della Vita -. La ricordiamo con affetto e con un pizzico di malinconia, perchè era una donna preziosa, positiva e con uno sguardo autentico verso l’altro. Partecipava con convinzione alle nostre iniziative e non si sottraeva mai quando c’era bisogno di mettersi in gioco. Il corso di scrittura creativa “Scrivere per guarire”, realizzato insieme all’autrice Tea Ranno, resta ancora oggi una fotografia significativa di ciò che Barbara rappresentava. Rinnovare anche quest’anno la borsa di studio significa portare avanti i valori che l’hanno sempre guidata”.
A far parte della commissione che ha valutato le candidature anche Beatrice Mazzoleni, direttrice del Corso di Laurea in Infermieristica di Humanitas University, che ha ricordato come “la professione infermieristica richiede competenze tecniche e competenze umane, entrambe importanti per il fine ultimo, che è il bene del paziente. Humanitas University è onorata di prendere parte a questo riconoscimento che contribuisce a formare professionisti della salute con un forte spessore valoriale”.
Emozionata la studentessa premiata, Carla Riela che, ringraziando la famiglia di Barbara e Il Filo della vita ha dichiarato: “Ricevere questa borsa di studio è per me un grande onore e un momento di profonda gratitudine. Non si tratta di un semplice riconoscimento, ma di un incoraggiamento a proseguire il mio percorso professionale con impegno, responsabilità e passione. La accolgo con riconoscenza e con il desiderio di onorarla attraverso il mio lavoro, affinchè il ricordo di Barbara continui a vivere anche attraverso l’impegno di chi, come me, ha ricevuto questo sostegno”.
– foto ufficio stampa Humanitas Istituto Clinico Catanese –
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