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Nota dell’Ordine dei Biologi della Lombardia in merito al caso di scambio di embrioni verificatosi il 23 luglio 2026 presso una struttura sanitaria milanese

di OBL
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La Presidente dell’Ordine dei Biologi della Lombardia e il Consiglio Direttivo esprimono la propria vicinanza al responsabile del laboratorio di PMA e alle colleghe e ai colleghi coinvolti nella vicenda relativa all’errore occorso il 23 luglio 2026 nel trasferimento di un embrione presso un centro di procreazione medicalmente assistita di Milano, nel pieno rispetto della gravità dell’accaduto per le coppie coinvolte e della correttezza dovuta alle autorità sanitarie competenti.

Come biologi professionisti, l’Ordine ritiene doveroso segnalare che alcune ricostruzioni diffuse in questi giorni rischiano di attribuire in modo affrettato il fattore umano come causa unica ed esclusiva dell’errore, a fronte di una procedura che richiede controlli standardizzati e rigorosi lungo l’intera filiera organizzativa.
L’evento è stato riconosciuto dalla struttura sanitaria interessata e ha formato oggetto di tempestiva segnalazione agli organismi competenti, tra cui l’ATS della Città Metropolitana di Milano, il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Trapianti.
Le verifiche ispettive sono tuttora in corso ed è a tali autorità, unitamente agli organi disciplinari competenti, che spetta accertare con la necessaria completezza le cause dell’accaduto e le eventuali responsabilità, individuali e organizzative.

Gli embriologi ricevono una formazione rigorosa e seguono piani di aggiornamento continuo, nell’ambito di una professionalità che si sviluppa in conformità a linee guida riconosciute a livello nazionale.
Tutti i laboratori che operano nella PMA, incluso quello coinvolto nella vicenda, seguono procedure operative predisposte per minimizzare, rendendolo il più possibile prossimo allo zero, il rischio di errore.
Chi esercita questa professione sa bene, tuttavia, che il rischio di errore non è mai integralmente azzerabile: l’iter del trasferimento embrionale è complesso e delicato, richiede lavoro di équipe e presuppone competenze, capacità e abilità specifiche, oltre a un controllo indipendente a doppia verifica proprio a presidio della sicurezza dei pazienti.

L’accertamento delle responsabilità, individuali e organizzative, spetta a chi di dovere, nelle sedi appropriate, nel rispetto del contraddittorio e della presunzione di correttezza dell’operato fino a prova contraria.

È doveroso riconoscere che, in seguito all’errore avvenuto, la struttura ha messo in atto tutte le misure previste, con un approccio reattivo e responsabile.

L’Ordine dei Biologi della Lombardia esprime fiducia nella professionalità e nella dedizione dei propri iscritti, che operano avendo come unico obiettivo la salute e il benessere dei pazienti, e auspica che questa vicenda possa costituire un monito a lavorare sempre meglio, con sistemi di sicurezza sempre più avanzati, in grado di ottimizzare l’intero percorso di trattamento.

L’Ordine rivolge inoltre un pensiero alle coppie coinvolte, auspicando che ricevano ogni forma di assistenza clinica, psicologica e informativa necessaria, nel pieno rispetto della loro dignità e riservatezza.

L’Ordine dei Biologi della Lombardia continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda e a collaborare, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, con le autorità sanitarie e disciplinari coinvolte, a garanzia sia della tutela dei pazienti sia dell’esercizio corretto, sereno e indipendente della professione di biologo.

ANSA – Ordine Biologi Lombardia, in scambio embrioni errore non è solo umano

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